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Ritorna in libreria “Mein Kampf”, il manifesto di Adolf Hitler


Se c’è una cosa che il tempo sa fare, è quella di cancellare la memoria. Quanti sono i nostalgici di epoche mai vissute, illusi che una presunta età dell’oro passata sia meglio di questo terribile presente?

Politicamente parlando, la nostalgia è un sentimento più vivo che mai, soprattutto per quanto concerne certi regimi totalitari, interpretati come simbolo di rigore e forza, molto probabilmente perché non li si è mai vissuti in prima persona e non si sa esattamente cosa voglia dire non poter esprimere liberamente il proprio pensiero e agire come meglio si crede (cosa che è oggi è possibile, ricorderei).

Mein+KampfTra il tempo che passa e il ricordo della Seconda Guerra Mondiale sempre più sbiadito, torna nelle librerie Mein Kampf (La mia battaglia), il libro col quale Hitler diffuse e spiegò la propria ideologia politica. Seppure il libro non abbiamo mai ottenuto il permesso per essere ristampato, al 31 dicembre scadranno i diritti d’autore, essendo l’autore del libro morto da più di 70 anni (Hitler si suicidò nell’aprile del 1945). I diritti al momento sono posseduti dal ministero delle Finanze del Land della Baviera, regione che si appropriò anche di tutti i beni del Führer come deciso dagli Alleati, in quanto Monaco fu l’ultima città dove si registrò come residente prima dell’ascesa al potere.

Ovviamente si teme che il libro possa diventare un oggetto di culto tra le frange più estreme della destra, ma non sarà certo la pubblicazione o meno del volume a fermare i gruppi cosiddetti neonazisti. D’altronde la ristampa di Mein Kampf non è vietata, cosa che invece sono svastiche e saluto nazista, semplicemente in questi anni, giustamente, le autorità hanno tentato di far dimenticare il più possibile ciò che maggiormente ricordava una pagina davvero nera della storia tedesca, non rilasciando mai l’autorizzazione.
Una decisione troppo severa secondo alcuni, essendo il libro comunque reperibile al di fuori dei confini teutonici, oltre che ovviamente scaricabile da internet integralmente. Anche in Italia è stato pubblicato a cura di Giorgio Galli, politologo, per KAOS edizioni.

Negli anni di copie del libro in lingua tedesca se ne contano sempre meno: durante il governo nazista, in Germania circolavano circa 10 milioni di copie (una ne veniva regalata ad ogni coppia di neo-sposi), ma dopo il conflitto buona parte è andata comprensibilmente distrutta.
80233285_frontispieceMa la versione che andrà alle stampe nel 2016, non sarà il Mein Kampf nudo e crudo, sarà un edizione curata dall’Institut für Zeitgeschichte (l’Istituto di Storia Contemporanea) di Monaco di Baviera, che ha arruolato una squadra di storici e professori per poter corredare il libro di circa 3500 note critiche volte a spiegare il contesto di tale ideologia e del successo riscosso all’epoca. Un imponente lavoro di ricerca partito 6 anni or sono, più volte bloccato tra le proteste dei sopravvissuti all’Olocausto e delle comunità ebraiche, molto importanti in Germania.
Il libro uscirà diviso in due per un totale di 2000 pagine, dove verranno confrontate le varie edizioni pubblicate negli anni, e le puntuali argomentazioni accademiche a lato fungeranno da filtro ed aiuteranno la comprensione di questo controverso testo.

Comprendo perché le autorità abbiamo bloccato negli anni la ristampa del Mein Kampf, il nazismo è stato una vera e propria piaga per il popolo tedesco, che ha faticato non poco a lasciarsi il passato alle spalle, ma ahimè, la Storia non si può nascondere. Eliminando i feticci e distruggendo i vessilli purtroppo non si cancella ciò che è successo. Non è non pubblicando il Mein Kampf che si potranno riportare in vita tutte le persone brutalmente ed inutilmente uccise.

La rimozione può funzionare fino ad un certo punto: ormai i tempi sono maturi per affrontare lucidamente un dramma come quello del nazismo. La Guerra è finita da 70 anni, si può tornare a parlarne e a studiarne anche i tratti più oscuri e dolorosi, per capire davvero la Storia e fare in modo che non si ripeta.

Carlotta Tosoni per #mifacciodicultura

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