Latest Posts, REALize!

Chi sono i 10 uomini più ricchi della storia (per il Time)?


Quando si pensa all’uomo più ricco del mondo il pensiero va subito a lui: Bill Gates, papà di Microsoft, che ha costruito un impero miliardario senza mai aver avuto una laurea. Quanti laureandi si crogiolano, durante la preparazione degli esami, al pensiero che il più ricco del mondo non si sia nemmeno dovuto subire l’estenuante corsa ai CFU!

Quest’anno, Gates ha vantato la presenza numero 1826 su Forbes nella classifica dei più ricchi uomini del mondo. Ovviamente, anche quest’anno si trova al suo scintillante primo posto.

Ma il Time ha provato a stilare una lista un po’ più complessa.

Qual’è la persona più ricca della storia?

Questa volta non è di Bill il primato!

Ovviamente, è un calcolo un po’ complicato che deve tenere conto di numerosi fattori storici ed economici: la vita e il denaro hanno avuto valori diversi nelle diverse epoche che si sono susseguite.

Ma, se vogliamo lasciare un po’ da parte le pignolerie, il primato va a Mansa Musa. Vissuto a fine Duecento, fu re di Timbuktu. La sua ricchezza pare essere talmente eccessiva da non essere effettivamente calcolabile. Perché tanta fortuna? Disponeva di ingenti quantità di oro mentre la domanda del prezioso materiale era altissima.

Augustus von Prima Porta (20-17 v. Chr.), aus der Villa Livia in Prima Porta, 1863
Augusto

Al secondo posto troviamo uno degli imperatori più amati, probabilmente, dai cittadini romani. Un politico raffinatissimo che riuscì a reinstaurare la monarchia senza fare la fine di Cesare, chiamandola semplicemente Principato. Ottaviano Augusto ebbe talmente tante cariche tra le sue mani che, ad un certo punto, qualsiasi potere romano era di sua competenza. L’unica sfortuna che ebbe fu non avere un erede proprio, né un successore così forte da reiterare il suo impero. Le sue ricchezze erano parti ad un quinto del PIL romano. Per un breve periodo, l’Egitto intero divenne addirittura un suo personale possedimento.

In questa lista, al quinto posto troviamo Stalin: fu dittatore su una delle potenze economiche trainati, e ovviamente è difficile distinguere il suo patrimonio da quello dell’URSS. Basti pensare che nel 1950 il PIL di Mosca corrispondeva al 9% di quello mondiale.

Certo, se si pensa tramite quali sacrifici del suo popolo arrivò a tali risultati, l’ammirazione per i suoi possedimenti è ben poca.

Il caro Bill in questa lista è solo nono, dopo Alan Rufus (nipote di Guglielmo il Conquistatore) e Gengis Khan, ultimo membro di questa preziosa lista.

  1. Mansa Musa (1280–1337)
  2.  Ottaviano (63 a.c.-14 d.c.)
  3. Imperatore Shen Zong (1048-1085) – Imperatore cinese
  4.  Akbar I (1542–1605) – Il più grande imperatore dell’India
  5.  Stalin  (1878–1953)
  6.  Andrew Carnegie (1835–1919)
  7.  John D. Rockefeller (1839–1937)
  8. Alan Rufus  (1040-1093)
  9. Bill Gates
  10. Gengis Khan (1162-1227)

Queste dieci personalità riunite in questo elenco, che tocca un po’ tutte le varie epoche storiche, ci mettono davanti ad una inequivocabile verità: la ricchezza, e il conseguente divario tra ricchi e poveri, è sempre esistito e sempre esiterà. Almeno fino a che vivremo sotto governi e società organizzate.

Basta pensare all’impero romano, o ai grandi faraoni egiziani: loro, che di certo non avevano vissuto la crisi né conoscevano ancora il lavoro in serie, vivevano quotidianamente il divario tra l’oro e il lusso dei loro governanti e la difficile vita tra le baraccopoli.

Perchè, come sosteneva Hegel, ricchezza e potere sono due entità che regolano le società, intrecciandosi e implementandosi l’un l’altro.

Nel momento in cui si crea una differenza importante fra le ricchezze custodite da ognuno, si innescano dei meccanismi egoistici che provocano la lenta perdita di valori e etica nei singoli. Per il filosofo, ogni passaggio di questo tipo nella società umana è rappresentato anche da specifici momenti storici: semplificando, potremmo dire che un singolo che si rende conto che i propri sforzi (e le proprie ricchezze) servono solo per aumentare il potere del suo sovrano; perderà allora fiducia nella sua società e nei suoi simili, richiudendosi in se stesso.

YuanEmperorAlbumGenghisPortrait
Gengis Khan

Questo momento della storia umana (che sicuramente si ripete e si ripeterà sempre ciclicamente anche se in diverse modalità), è ben individuato da Hegel grazie al testo di Diderot, Il nipote di Rameau: il suddetto nipote è un fanfarone che passa la sua vita tra ozio e bugie, ma che d’altro canto sembra custodire ancora delle verità e dei princìpi etici validi. Ma si crea una scissione che porta l’individuo a oscillare tra vero e falso senza davvero riconoscersi più in uno piuttosto che nell’altro.

Tutto questo marasma nella società viene creato da queste due entità, che alla fine sembrano controllare tutto: danaro e potere. Ed entrambi, irrimediabilmente, si trovano concentrati nelle mani di pochi. Gli stessi che detengono potere detengono anche ricchezza.

Ma come fare, allora, ad uscire da questo binomio che sembra governare da sempre il mondo? Beh, per Hegel era la filosofia la grande risolutrice. Se oggi dobbiamo affidarci ai filosofi, come nella Repubblica di Platone, forse non siamo ancora in grado di salvarci.

Che potere e ricchezza siano i due veri padroni delle nostre società è innegabile: l’unico vero modo per sfuggirvi sarebbe tornare alla natura, alla guerra di tutti contro tutti, dove la proprietà non è tutelata.

Fino a che vorremmo tutelata la nostra proprietà, perché credo nessuno condivida l’idea di Locke che essa sia un diritto naturale che viene liberamente rispettato in assenza di uno stato (visto che già così non viene così tanto tutelato), possiamo solo affidarci all’altro grande valore che viene messo in dubbio dai soldi: la morale.

Perché uno stato senza morale è molto peggio di uno dove i ricchi sono troppo ricchi e i poveri troppo poveri.

Alla fine, anche Stalin è uno dei più ricchi della storia: ma, di certo, non è uno dei migliori protettori dei diritti umani.

Marta Merigo per #mifacciodicultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

17 − 15 =