REALize!, Top News REALize!

Perché viaggiare ti apre la mente: uno studio lo rivela


Viaggiare. Zaino in spalla o valigia alla mano. Un contenitore pieno di sogni e di speranze in una mano, una mappa nell’altra. Il viaggio e la scoperta. Un binomio che ha da sempre affascinato gli uomini, letterati o illetterati che fossero.

C’erano i conquistatori che partivano alla ricerca di una nuova terra, con la curiosità e la caparbietà tipica di questi animi.

C’erano gli studenti che viaggiavano attraverso l’Europa per acquisire nuove esperienze e per cercare l’ispirazione.

C’erano i viaggiatori per forza, quelli costretti al viaggio a causa di situazioni invivibili. I cosiddetti “viaggi della speranza”.

E poi c’è chi ha studiato i viaggi e i loro effetti sui viaggiatori.

In primo luogo, è bene non confondere il viaggio con la vacanza. Il viaggio è quando si parte con una meta nella testa, ma le valigie sono leggere perché in fondo la destinazione non è poi così tanto certa. La vacanza è quando si parte con le valigie piene di vestiti che neanche si useranno, la meta ben precisa e decisa con mesi di anticipo.

I viaggi sono momenti di condivisione. Momenti da vivere con la gente del luogo, a contatto profondo. Come accade nelle es800px-Paul_Gauguin_056perienze di couchsurfing e nightswapping (ne abbiamo parlato qui).

Viaggi come scuole di vita, che sono stati studiati e analizzati. Lo studioso Adam Galinsky ha infatti pubblicato un recente studio in cui afferma che delle ricerche sul campo hanno evidenziato come viaggiare incrementi la creatività.

Uno studio che ha confermato tesi che già venivano sostenute e ritenute vere  centinaia di anni fa.

Gli esempi più famosi, a portata di tutti gli studenti, erano dati dai vari autori, pittori e filosofi che si erano recati all’estero per studiare e per cercare nuovi fonti di ispirazione. Così era successo per il pittore Gauguin: nell’ultima parte della sua vita aveva vissuto in Polinesia e proprio lì aveva prodotto molti quadri che sono diventati famosi e hanno consacrato queste terre nel panorama artistico. Stessa storia anche per lo scrittore Hemingway, che deve ai suoi viaggi in Spagna e in Francia l’ispirazione per molti suoi libri.

La tesi di Galinsky si basa su ricerche effettuate su diversi direttori di case di moda. Perché? Perché le case di moda sono contenitori di creatività, la capacità su cui questo studio poggia. I risultati di questi test sono stati sorprendenti ma anche, se vogliamo, un po’ scontati. Infatti si è affermato che i direttori che avevano compiuto viaggi avevano sviluppato una forte creatività che poi si manifestava nelle loro collezioni.

 La ricerca dello studioso ha però sottolineato anche altri caratteri di questi viaggi.

Primo: bisogna viaggiare e non fare vacanza, altrimenti la creatività non viene stimolata e allora che voi siate a casa o in Nuova Zelanda, la cosa non fa differenza.

Secondo: meglio compiere viaggi in luoghi la cui cultura sia più vicina a quella di appartenenza. Come mai? Perché si è evidenziato come una cultura troppo diversa funga quasi da barriera. Ossia, il viaggia5_corso_paracadutismo_2012_10_20130117_1187525078tore si sente intimidito dalle diversità e quindi non riesce a penetrare nella nuova mentalità.

Terzo: non serve fare frequenti viaggi in posti diversi perché, in questo modo, non si riesce a stringere un legame profondo con la cultura del luogo. Vale il detto pochi ma buoni.

Anche altri studiosi oltre a Galinsky hanno studiato gli effetti positivi dei viaggi. Per esempio il fatto che aprano la mente, aumentino l’autostima e facciano acquistare più fiducia in se stessi.

Attenzione però, il tutto funziona solo se la vostra mente presenta già una struttura a paracadute. Deve aprirsi per funzionare bene. Altrimenti questi effetti benefici non serviranno a niente e allora addio creatività.

 

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

(Charles Baudelaire)

 

Elena Mariani per #mifacciodicultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × due =