Latest Posts, REALize!

Sesso? Grazie… Tanto è gradito!


“Bene, con questi spettacoli spesso il mio camerino diventa lo studio di un analista. […]Questo fa parte purtroppo della nostra educazione, della nostra cultura. Noi cresciamo e siamo pieni di paure, di poca confidenza con il nostro corpo.”

Sesso? Grazie, tanto per gradire! è uno degli spettacoli portati in giro per l’Italia da Franca Rame, Dario Fo e Jacopo Fo nel 1994. Consiste in un monologo incentrato sul tema, appunto, del sesso e le sue correlazioni in chiave comica e grottesca. Logicamente la presenza sul palco della sola Franca rimanda ad un punto di vista prettamente femminile, estendendo l’analisi della sessualità anche alla figura sociale della donna.

Henri de Toulouse-Lautrec, A letto, il bacio, 1892
Henri de Toulouse-Lautrec, A letto, il bacio, 1892

L’introduzione dello spettacolo qui riportata da anche chiarezza a quella che è la chiave di volta, il motore della rappresentazione stessa: alle soglie del 2000, ormai, molti tabù sessuali erano stati sdoganati. Da anni le minigonne concedevano più aria alle gambe delle donne, per fare un esempio.

In sostanza il sesso, da elemento privato, coniugale e votato alla procreazione, stava assumendo passo a passo le sembianze di un istinto fatto azione, di una brama fatta possibilità concreta. Oggi, nel 2015, il sesso è quasi una garanzia. Di riuscita, di relazione, di soldi, di affermazione sociale. Di tutto un po’.

Per fare più chiarezza su questo veloce cambiamento portato dal nuovo secolo, è bene affidarsi alle argomentazioni di Richard Sennett ne Il declino dell’uomo pubblico. Alla voce L’amore al di fuori della sfera pubblica, Sennett spiega come la borghesia del XIX secolo intendesse l’erotismo come imprescindibilmente legato alla paura, come ogni atto sessuale arrivasse a rappresentare alla sua radice una violazione. Tutto ciò ha fatto permeare l’erotismo privato nella sfera pubblica attraverso il filtro della repressione. Molti settori della società moderna si sono poi, come dicevamo, fortunatamente ribellati a tale reticenza e pudore ossessivo. Nel farlo, però, hanno idealizzato l’intimità tanto da far apparire il sesso come “la rivelazione dell’Io”. Portando la società ad un nuovo tipo di schiavismo: quello del narcisismo.

La forma più comune in cui il narcisismo si manifesta è un processo d’inversione: se soltanto potessi avere delle sensazioni più intense (o comunque delle sensazioni) allora potrei comunicare o avere rapporti “reali” con il prossimo. Ma a ogni contatto, ho sempre l’impressione di non “sentire” abbastanza.

L’atto sessuale, liberato del velo di pudore che lo costringe, viene elevato al punto di diventare una discriminante fondamentale della nostra personalità. Dall’interno della dimensione domestica si sposta al pubblico e, paradossalmente, torna di nuovo in una realtà interiore, nella profondità del nostro Io. Io, ed io soltanto.

Auguste Rodin L'idolo eterno
Auguste Rodin L’idolo eterno

L’Io si dimentica che il sesso è un dialogo. Non c’è solo Io, e nemmeno solo Tu. Si può stare zitti per giorni, non esporre alle parole nemmeno un piccolo lembo di quello che siamo, o che sentiamo. E poi, raccontarsi una vita passando una notte insieme. Ciò non toglie che da un’intesa intellettuale è molto più semplice, diciamo, far nascere un’intesa carnale, piuttosto che il contrario. L’atto sessuale autentico, però, rimane quello in cui ti preoccupi che l’altra persona riceva lo stesso piacere che ricevi tu, né di più né di meno. Non è un’armonia scontata, soprattutto perché si parla di un contesto così istintivo e animale. Con questo è da intendersi non che il sesso vada preso per le orecchie e riportato nella dinamica repressiva che lo attanagliava, ma nemmeno che sia una scelta felice pensarlo come una forma d’indipendenza dai dogmi sociali o religiosi, gli stessi che eventualmente forniscono le basi della nostra educazione. Ci si scopre, ogni volta un po’ di più, se viene inteso come un conoscersi. Altrimenti le aspettative si abbassano e il fuoco diventa cenere, lasciando ben poco da dirsi tra le lenzuola. Dandosi vicendevolmente, e personalmente, per scontati. Il sesso non è l’unica, ma una delle più importanti forme di dialogo, con colui o colei che vogliamo sia il nostro partner. Senza imbarazzo, o inibizione, una volta chiusa la porta di camera. Scopriamo cosa ci piace e cosa piace, con pazienza, sbagliando e stupendo la persona la volta dopo, e dopo ancora e ancora. Nell’intimità di una conversazione fisica, che si manda avanti in due.

In altre parole, quelle velate di comicità intelligente che riesce a parlare di qualsiasi cosa, il consiglio che da Franca Rame alle donne, nel momento della penetrazione: FATELO SENTIRE A CASA.

Giulia Beneventi per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

13 + 2 =