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Intervista a Marco Rizzo


L’Unione Europea vista attraverso gli occhi di un comunista

Marco Rizzo è attualmente è il leader del Partito Comunista, è stato parlamentare europeo.

ROMA 19 GENNAIO 2014 CONGRESSO DEI COMUNISTI SINISTRA POPOLARE NELLA FOTO MARCO RIZZO
Marco Rizzo

Ha scritto diversi saggi politici tra cui “Il Golpe Europeo” e “Perché ancora comunisti. Le ragioni di una scelta”. Oggi è sicuramente una voce fuori dal coro. Inoltre è anche autore di diversi quadri artistici interessanti.

La realizzazione dell’Europa unita sembra esser diventata la battaglia principale per una certa sinistra. I comunisti d’Europa come si posizionano su questo tema?

Siamo assolutamente contrari. Molti dicono che bisogna riformare questa Europa, che bisogna creare un’unione politica e non solo economica, ma noi comunisti pensiamo che l’Unione non sia riformabile perché frutto di un progetto preciso che risponde agli interessi del Grande Capitale. Ti dirò di più, nel 2013, i partiti comunisti europei, riuniti in una sorta di nuova Internazionale “Iniziativa dei partiti comunisti ed operai d’Europa”, hanno deciso di provare a rompere questa gabbia. Mettiamocelo in testa, questa è l’Europa delle grandi banche, dei grandi capitali e non sarà mai l’Europa dei popoli.

L’UE è a guida tedesca?

Angela Merkel
Angela Merkel

In questa Unione ci sono Stati “vasi di coccio” e Stati “vasi di ferro”. Grecia, Spagna, Italia, Portogallo, sono certamente da considerare vasi coccio. Negli ultimi 5 anni, nel Sud del continente, sono stati persi 6 milioni di posti di lavoro, mentre in Germania, nello stesso periodo, sono stati creati quasi 2 milioni di posti. Partendo da questo dato, si può facilmente intuire chi ci guadagna con l’UE e con la moneta unica. Chiaramente noi comunisti non rispolveriamo nessun nazionalismo, non deve esistere nessuno scontro fra Italia e Germania per esempio, perché facendo così non si fa altro che assolvere le classi dirigenti del nostro Paese, da Napolitano a Marchionne, da Prodi a Tronchetti Provera, che hanno voluto costruire questo scempio neoliberista.

Un grosso problema per gli Stati europei è rappresentato dalla gestione dell’immigrazione. Tu non hai mai avuto paura nel dire che l’immigrazione favorisce i potenti. Spiegaci il perchè?

Mai come oggi è attuale la definizione di Marx che parlava “dell’esercito industriale di riserva”. Ti faccio un ragionamento. Con la fine dell’Unione Sovietica, l’unica area globale che conserva ancora una serie di diritti è l’Europa, e per arrivare ad attaccare fortemente i diritti dei lavoratori, il Grande Capitale europeo, per massimizzare i profitti, ha costruito un esercito industriale di riserva disponibile a sostituire i lavoratori attuali, un po’ come avveniva nell’800. Quasi quotidianamente  arrivano in Italia e in tutta Europa masse gigantesche di disperati, disperati che fuggono da fame e guerre, fenomeni tra l’altro prodotti dall’imperialismo occidentale, masse costituite per lo più da maschi che hanno tra i 15 e i 35 anni, pronti a fare qualsiasi lavoro a qualunque prezzo, perché qualsiasi cosa facciano è sempre migliore rispetto a quel che facevano prima.

Ti faccio un esempio, se venisse un imprenditore e comprasse 10 mila taxi a Roma, assumendo 10 mila extracomunitari, disposti a fare straordinari e addirittura a dormire in macchina, per soli 500 euro al mese, a questo punto, la categoria dei taxisti romani andrebbe in rovina perché con un salario di 500 euro non arriverebbero neanche a metà mese. Il discorso è semplice, il Capitalismo sfrutta la disperazione per abbassare i salari. Tutto questo potrebbe cessare solo se agli immigrati gli venissero concessi gli stessi diritti sociali dei lavoratori italiani ed europei, solo così potremmo evitare l’odio, razzismo, xenofobia e guerra fra poveri. Purtroppo oggi la sinistra alla Sel si occupa solo ed esclusivamente di diritti individuali.

Molto spesso dici che oggi in Europa il Vero potere non orienta il consenso ma il dissenso. Che cosa intendi con queste parole?

Alexis Tsipras e Pablo Iglesias
Alexis Tsipras e Pablo Iglesias

Questa è una teoria che ho elaborato personalmente, sono stato il primo in Europa a parlare dell’orientamento del dissenso. Ti spiego, il Grande Capitale, durante il dopoguerra, quando c’era il confronto con l’est, per evitare che ci fosse una riscossa del proletariato, elargiva risorse, tramite il Piano Marshall per esempio, in tal modo riusciva a costruire un consenso elettorale. Oggi, invece,con la proletarizzazione del ceto medio questo non è più possibile, ecco perché il Vero potere ha deciso di orientare e organizzare il dissenso, cioè indirizza le persone migliori, le più attive e le più incazzate, in movimenti che non hanno nel loro dna l’idea di un cambiamento radicale della società che invece solo il comunismo e il socialismo hanno. Questi movimenti si chiamano Movimento 5 Stelle in Italia, Podemos in Spagna e Syriza in Grecia.

Pablo Eglesias, leader di Podemos, uno che per diverso tempo è stato un impiegatuccio di Bruxelles, dal 2013, è stato pompato dai media fino a quando è diventato il leader del secondo partito più grande di Spagna e probabilmente prossimo Presidente del Consiglio. Sono tutte cose finte, i pugni chiusi, le Bella Ciao, le bandiere rosse che poi però stingono, questi movimenti servono solo a indirizzare il dissenso. Il Capitalismo è molto abile in questo.

Tsipras?

Faccio una premessa, la crisi in Grecia è stata una crisi voluta dal Grande Capitale, considera che è un Paese che produce l’1,5% di Pil in Europa e quindi poteva essere salvato con una “colletta”, ma l’hanno voluto distruggere ugualmente, imponendo una finta sinistra, quella di Tsipras, autentico cavallo di Troia della Troika. Tsipras è riuscito a trasformare il “No al Memorandum” in un “Si ad un Memorundum ancora peggiore”. L’altra Europa non esiste, l’unico modo per rompere il ricatto del Debito e delle banche è uscire dall’Euro e dall’UE.

Diversi ambienti europeisti e alcuni giornali internazionali definiscono i marxisti-leninisti europei come “rossobruni”. Sei rossobruno?

Le calunnie e gli insulti fanno parte da sempre delle lotta anticomunista. Noi non abbiamo nulla a che fare con la concezione del “rossobrunismo”, ammesso che esista una tale concezione, per il semplice fatto che per i comunisti l’antifascismo è un valore costitutivo. Il Fascismo e il Nazismo si sono da sempre venduti al capitale, lo ha fatto Hitler distruggendo le squadre d’assalto, preferendo e favorendo il Grande Capitale tedesco, lo ha fatto Mussolini costruendo l’alleanza strategica con i latifondisti e con il Vaticano. Ripeto, gli insulti fanno parte da sempre delle lotta anticomunista.

Armando Maltese per MIfacciodiCultura

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