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Marta Lock, il suo ultimo libro “Ricomincia da te”


Marta Lock è nata a Terni, a 28 anni, stanca della vita di provincia, ha iniziato a girare il mondo facendo l’animatrice, esperienza che l’ha portata a una maggiore conoscenza di sé e del mondo, e che ha preparato il terreno per scoprire la scrittrice che era, fino a quel momento, nascosta in lei. Questa scoperta è avvenuta nel 2010, con la pubblicazione del suo primo romanzo “Notte tunisina”, seguito dall’apertura della sua pagina Facebook sulla quale ha iniziato a scrivere ogni giorno aforismi, “Il pensiero della sera”, e successivamente dagli altri romanzi tra cui “Quell’anno a Cuba”, “Ritrovarsi a Parigi”, “Miami diaries”. Oggi ha pubblicato da poco il suo primo saggio, “Ricomincia da te”, una raccolta degli articoli de “L’attimo fuggente”…

C’è molta esperienza sua personale nei romanzi che scrive?

Non sono autobiografici, però chiaramente tutte le esperienze vissute, insieme all’ascolto degli altri, sono presenti nei personaggi e nelle storie che intreccio. Per quanto riguarda “Ricomincia da te”, invece, che è il primo saggio, lì si parla di emozioni, e questo nasce da un mio ascolto di me stessa perché il percorso che c’è in “Ricomincia da te” è un percorso che io per prima ho fatto guardandomi dentro, andando a scavare in quelle cose che mi avevano impedito di aprirmi alle emozioni, e lì c’è anche tanto ascolto degli altri, l’altro che nel momento in cui ti confronti ti sembra quasi contrapposto, ma andando a rielaborare a distanza di tempo ti rendi conto che dietro a un comportamento potevano esserci delle motivazioni che prescindevano da te e derivavano invece da suoi blocchi, che se non si affrontano portano ad essere aggressivi, quindi è stato un percorso importante sia per me, che per i lettori che leggono la rubrica “L’Attimo fuggente” e gli Aforismi ogni giorno.

I suoi libri, e in particolare l’ultimo, hanno un target specifico di lettori?

Il mio pubblico spazia dal ventenne al settantenne, uomini e donne, e questo perché io fondamentalmente parlo di emozioni, che non hanno età, razza, sesso, colore della pelle, sono universali, e quindi io penso che questo libro possa essere d’aiuto a tante persone che a volte non sapendolo hanno un blocco, anche se lo allontanano, e quindi attraverso questo libro possono arrivare a raggiungere la consapevolezza. In “Ricomincia da te” ho un approccio socratico alla valutazione della realtà, quindi non do delle risposte ma aiuto con delle domande le persone a darsi le proprie risposte in base al proprio vissuto, perché una verità assoluta non esiste, esistono verità relative in base a come siamo, e quindi io stimolo le persone ad andare a toccare i punti più dolorosi, guardarli, prenderli per mano e superarli._BB30124 copia

Cosa deve recepire il suo lettore da “Ricomincia da te”?

Prima di tutto l’abbandonare il punto di vista un po’ vittimistico che spesso si adotta.
Anche quando succede qualcosa di negativo bisogna trarre l’insegnamento positivo, analizzare a cosa può preparare un determinato avvenimento, come si può fare tesoro di questa esperienza. Questo è importante perché è in questi momenti che si capisce la forza che si possiede. Il libro insegna a mantenere il contatto con il senso della realtà, perché la sensazione di pessimismo non aiuta a vivere meglio, la realtà è sia positiva che negativa e non si può scegliere di viverla a metà, è meglio agire subito con positività e guardare avanti affrontando le difficoltà rendendosi poi conto di essere cresciuti e di sentirsi meglio. Oggi spesso è più facile confessare o ammettere un sentimento negativo piuttosto che positivo, questo invece è importante, le persone devono recuperare l’educazione, il rispetto degli anziani, il saper dire grazie o prego, scusi, questo fa parte tutto di un mondo emotivo che si è perso e che invece va recuperato, perché un sorriso dato a una persona che incontri per strada è qualcosa di bellissimo però spesso non ci si rende conto di questo.

C’è qualcuno in particolare che ha in mente quando scrive?

Il mio approccio alla scrittura è molto strano, non ho uno schema, molti scrittori italiani costruiscono una propria struttura con inizio, fine e svolgimento, io invece parto dall’idea, mi metto a scrivere e a un certo punto il libro si scrive da solo! Quindi è come se a un certo punto i miei personaggi prendessero vita da soli e io scrivessi per loro quello che loro mi stanno suggerendo di scrivere, quindi io non scrivo né per me né per il lettore, io scrivo la storia, quella che viene da sé, e il lettore si avvince proprio perché io sono la prima a non sapere come finisce ciò che sto raccontando, anche per me è tutta una scoperta e questo mi dà anche il mordente per andare avanti e vedere come va a finire. Ci sono stati dei libri che fino alle ultime tre pagine non sapevo come si sarebbero conclusi, poi alla fine la conclusione l’hanno trovata i personaggi e questo per me è molto divertente.

Come mai dopo tanti romanzi un saggio?

I miei articoli sono molto seguiti sia su Facebook che su Linkedin, Leonardo Lovari, editore di Harmakis edizioni, mi leggeva già e un giorno mi ha proposto di fare qualcosa insieme. Io avevo già un’idea di raccogliere gli articoli de “L’attimo fuggente” e lui ha proposto di farlo in forma di saggio. Io non mi sento una saggia, io sono una persona alla continua scoperta di sé quindi preferisco tentare di fare un percorso emotivo, in cui prendo per mano il lettore e lo porto insieme a me a guardarsi dentro e a superare i suoi blocchi, per arrivare a una consapevolezza che gli permetta di affrontare le proprie emozioni senza più averne paura. Lovari ha acconsentito a questa forma, allora mi sono messa all’opera ed è uscito “Ricomincia da te”, che a quanto pare sta piacendo anche molto e quindi evidentemente è stato il percorso giusto nato grazie anche alla sua idea.

Valentina Marasco per MIfacciodiCultura

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