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Il 16 marzo per la Soka Gakkai: la Rivoluzione Umana parte dai giovani


Per molti la data del 16 marzo potrebbe sembrare insignificante, un giorno come un altro da vivere immersi nella routine quotidiana. Invece per i componenti della Soka Gakkai, il 16 marzo è una data da ricordare.

La Soka Gakkai (in giapponese 創価学会, ovvero società per la creazione di valore) è una scuola laica buddista, che nasce nel 1930 in Giappone grazie agli immensi sforzi di Tsunesaburo Makiguchi, colui che viene considerato il primo presidente della Soka Gakkai. Riprende gli insegnamenti di Nichiren Daishonin, un monaco giapponese del 1200 che aveva intuito la verità ultima degli insegnamenti del Buddha originale, all’interno del Sutra del Loto.

Tsunesaburo Makiguchi, fondatore Soka Gakkai
Tsunesaburo Makiguchi, fondatore Soka Gakkai

Negli ultimi 86 anni di attività, questo movimento, è riuscito a toccare 192 nazioni nel mondo, arrivando ad un apice di più di 12 milioni di membri. Il fondamento principale di questa scuola buddista sta nel daimoku, ovvero nella recitazione della frase Nam myōhō renge kyō che letteralmente significa ‘mi affido alla meravigliosa legge di causa ed effetto attraverso la vibrazione della voce‘.

Quello che si propone di fare la Soka Gakkai, come il nome stesso suggerisce, è creare valore attraverso la profonda compassione e il rispetto nei confronti dell’essere umano, di ogni essere umano. Ogni singola persona, uomo, donna, bambino, giovane che sia, ha la massima importanza e un ruolo rilevante per l’armonizzazione di questo universo. La divisione, però, sulla quale viene fatto maggiore affidamento è proprio quella dei ‘giovani’. Per creare valore nella società del futuro, è necessario puntare tutto sulle nuove generazioni; educarle, sensibilizzarle, e crescerle come veri e propri Buddha, perché ognuno di noi è un essere perfettamente dotato così com’è. Un essere in grado di raggiungere l’illuminazione esattamente come il Buddha Shakyamuni fece più di duemila anni fa. Ed è proprio per questo che il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, durante un discorso rivolto a 6000 giovani membri, il 16 marzo 1958, affidò proprio alla divisione giovani il futuro della Soka Gakkai. L’impegno sarebbe stato quello di concentrare tutti gli sforzi dei giovani a contribuire alla creazione di un mondo pacifico e alla promozione della filosofia umanistica del Buddismo di Nichiren Daishonin.         

Toda morì due settimane dopo, esattamente il 2 aprile del 1958, lasciando in eredità ai giovani il compito di contribuire alla costruzione di una società umanistica, fondata sul disarmo nucleare, sul pacifismo, e sulla continua creazione di valore tra i popoli. Per questo motivo, il 16 marzo viene visto oggi come un’importante ricorrenza, come un nuovo punto di partenza per la propagazione di una speranza eterna.

Daisaku Ikeda e Josei Toda
Daisaku Ikeda e Josei Toda

Diventa inoltre un’occasione importante per focalizzarsi sulle infinite potenzialità della divisione giovani e sull’importanza dell’educazione per la società del domani. Ebbene sì, il concetto di Rivoluzione Umana parte proprio da qui: sono i giovani, senza dubbio, che hanno il potere di cambiare le cose; sono i giovani che con la loro forza vitale e la loro immensa energia possono contribuire alla creazione di un mondo di valore; e sempre i giovani hanno la possibilità di plasmare il futuro a loro immagine e somiglianza attraverso la propagazione di concetti di pace, compassione e profonda umanità.

Il 16 marzo diventa quindi un’occasione importante per ringraziare Josei Toda per la sua immensa eredità, ma anche per farci carico della consapevolezza del nostro immenso potenziale. Come affermava l’attuale presidente della Soka Gakkai, Daisaku Ikeda, nel suo diario giovanile: «Qual è oggi il mio compito? Realizzare la missione di oggi. Qual è la mia missione di oggi? Lottare nelle circostanze in cui mi trovo. In che cosa consiste questa lotta? Nell’avanzare fino al limite delle mie forze. […] Se oggi stesso ci sforziamo di fare del nostro meglio, il futuro risplende e fiamme di gioia si levano alte. La realtà non è fatta di nient’altro che della concreta sensazione che proviamo in questo istante, e questo istante dura per tutta l’eternità. Non abbiamo altra scelta che fare la nostra rivoluzione umana».

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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