Latest Posts, REALize!

“È risorto”, esordì il Manzoni


È risorto: il capo santo
Più non posa nel sudario
È risorto: dall’un canto
Dell’avello solitario
Sta il coperchio rovesciato:
Come un forte inebbriato
Il Signor si risvegliò.
(La Resurrezione, vv. 8-14)

È la seconda strofa della poesia La Resurrezione di Alessandro Manzoni.  I 112 versi del componimento appartengono al noto gruppo degli Inni Sacri, punto artistico di fondamentale rilievo nel percorso sia lirico sia umano, di vita, del Manzoni. La Resurrezione affronta il tema cardine della Liturgia Pasquale, nonché il concetto intorno al quale Manzoni sviluppa questo suo scritto.

Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni

La conversione cattolica del nostro grande scrittore italiano matura nel 1810, e La Resurrezione è datata 1812. Questo fatto gli comporta ripensamenti non solamente dal punto di vista morale o etico ma anche letterario e artistico. Manzoni sviluppa così una estraneità e insoddisfazione nei confronti della poetica precedente, e questo distacco dal gran passato letterario lo si nota nelle scelte stilistiche adottate per la stesura degli Inni Sacri. Questo ciclo voleva trattare l’importanza della fede, celebrarla come conquista, come presenza che deve permeare la quotidianità delle persone. La comunicazione del Manzoni, qui, è corale: con quell’«E’ risorto», egli si rivolge a tutti noi, è il suo esordio (ripetuto anaforicamente poi nel componimento) esclamato nel suo pieno e gioioso invito alla celebrazione della fede. Quale altro grande scrittore del passato italiano poteva essere per Manzoni maestro e ispirazione in materia? Dante? Forse. Ma la caratteristica che contraddistingue gli Inni Sacri sono i riferimenti e gli sguardi alla tradizione non poetica o lirica italiana bensì ai testi della tradizione religiosa (i Salmi, per esempio). Immagini, concetti, stile, nozioni, il tutto prelevato con gran devozione dal serbatoio religioso.

Pria di Lui nel regno eterno
Che mortal sarebbe asceso?
A rapirvi al muto inferno,
Vecchi padri, Egli è disceso;
Il sospir del tempo antico,
Il terror dell’inimico,
Il promesso Vincitor.
(vv. 36-42)

inni sacriL’atteggiamento del Manzoni sembra costantemente esortativo, un perenne invito sviluppato in versi, che non rispolvera solo parole e contenuti delle Scritture del passato, ma che fa rivivere nel presente il suo progetto celebrativo con chiarezza e oggettività di analisi dell’oggi. È quella lirica che il Sapegno (critico letterario del Novecento italiano) ha definito, secondo lui in maniera più appropriata, ‘antilirica’, che si distacca quindi da Dante o Petrarca, colossi imprescindibili per la poesia italiana, oltre che europea.

Lo sguardo verso i giorni al Manzoni attuali, del suo tempo – ma che potremmo far valere anche noi nel 2016 –, è confermato dal fatto che lo scrittore voglia comunicare il Mistero della Redenzione, visto come sempiterno concetto giornaliero e non come frutto di un puntuale indottrinamento.  Lo si evince dalla memorabile e circolare conclusione: «Nel Signor chi si confida/Col Signor risorgerà». È come se dicesse: “Questo è quello che io auguro a tutti voi, questo è quello che ogni ora dovreste fare tutti voi”. Manzoni ha imparato a farlo, e vuole che ogni uomo si impegni nel volgere il proprio cuore verso un atto di fede e affidamento nei confronti della Bontà del Signore, l’amore divino. Gli ultimi versi racchiudono, insomma, un messaggio quanto mai speranzoso, sostenuto dall’incalzante ottonario che mira a una più efficace presa sui sentimenti di tutti noi. È proprio nelle Sacre Scritture che quindi bisogna trovare le basi per la personale introspezione, uno sguardo volto a un riscatto personale. Un rinnovamento che l’uomo necessita nella sua vita, e che deve attuare un nuovo ritmo sentimentale. Che non procede più storicamente o liricamente, ma antiliricamente e cristianamente.

O fratelli, il santo rito
Sol di gaudio oggi ragiona;
Oggi è giorno di convito;
Oggi esulta ogni persona
(vv. 85-88)

Nell’occasione della Pasqua, quindi, Manzoni esprime tutta la sicurezza della sua ormai salda fede, racchiudendo il Mistero della Redenzione e l’amore divino verso l’uomo in versi celebrativi e proiettati alle radici evangeliche del cristianesimo. Solo il riscatto umano, di ognuno di noi, fondato e sostenuto dalla Grazia, potrà consacrare nuova vita rigenerata.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

6 + 17 =