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Boko Haram e il ruolo delle donne


Boko Haram è un movimento sunnita salafita, influenzato dal wahhabismo, una corrente integralista che persegue l’applicazione letterale della Shari’a, e in quanto tale, persegue furiosamente la lotta e la liberazione dall’occidentalizzazione; infatti il suo nome tradotto altro non significa che ‘l’istruzione occidentale è proibita, sacrilega, è peccato’. Eccome se è proibita! Non solo: è negata, cancellata, è fuor d’ogni logica (se di logica si può parlare) tanto quanto il pensiero scientifico è assolutamente e categoricamente bannato nella loro ideologia, basti pensare che il fondatore del gruppo terroristico, Ustaz Mohammed Yusuf, in un’intervista concessa gloriosamente alla BBC nel 2009 ha rifiutato con testarda spavalderia la teoria dell’evoluzione, la forma a geoide della Terra (più comunemente detta sfericità della Terra) e l’esistenza del ciclo dell’acqua. Tutto questo splendente progressismo ci ricorda qualcuno, vero? boko haramE infatti il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha inviato sull’account Twitter dell’organizzazione un messaggio in cui ha promesso fedeltà allo Stato Islamico e per tutta risposta il 12 marzo, Abu Mohammad al-Adnani, portavoce dell’IS, ha rilasciato un messaggio audio in cui ha accolto con favore e clemenza il pegno di fedeltà, e lo ha descritto come un ampliamento del califfato nell’Africa occidentale.

La ferocia del movimento non è da meno rispetto a quella, teatrale, ostentata e ampiamente diffusa dai media dell’IS, anzi; ciononostante a noi appare nebulosamente lontana, questo perché Boko Haram opera principalmente (ma chi può dire dove porterà la sua sanguinaria propaganda anti occidentale?) in Nigeria, Camerun, Ciad e Niger, e proprio in questi stati martoriati da ben altre e schiaccianti miserie, ha commesso crimini spietati e disumani. Basti ricordare i più eclatanti: il 10 gennaio 2015 i paladini del movimento imbottiscono di esplosivo una bambina di 10 anni. 19 morti e 18 feriti al mercato di Maiduguri, capitale dello Stato di Borno. L’11 gennaio 2015 ripropongono lo schema: riempiono di esplosivo altre due bambine. 3 morti e decine di feriti al mercato della cittadina di Potiskum, nello stato nord-orientale di Yobe. Non solo: nell’aprile 2014 Boko Haram ha rapito 276 ragazze a Chibok in Borno. Oltre cinquanta di esse sono presto riuscite a scappare, ma le rimanenti non sono state rilasciate. L’abominevole evento ha suscitato clamore in tutto il mondo, tant’è che perfino la first lady americana Michelle Obama si è gentilmente accomiatata dal suo trono e si è profusa in lodevoli discorsi dispersi ormai nel vento.

New York Times ha raccontato la storia di una donna 47enne rapita da Boko Haram assieme ad altre donne affinché fosse addestrata alla sublime arte dell’attentatrice suicida. I pii rapitori hanno però manifestato palese cortesia nel proporre loro due allettanti alternative: o mutarsi in una fanatica seguace dell’islam o diventare una sporca cristiana, e di conseguenza essere uccisa. Rahila Amos, la protagonista e la testimone survivor della vicenda, per timore di lasciare la vita pronunciando l’ultima fatale parola ”cristiana”, ha optato saggiamente per la prima.Nigerian-Cartoon-14 L’addestramento da lei raccontato (privazione di cibo e acqua, lettura, commento e interpretazione – ovviamente, immagino, accompagnata da autorevoli edizioni critiche – del Corano, e l’insegnamento delle tattiche segrete per essere del perfette e zelanti attentatrici suicide, nonché, creme de la creme, i segreti del nobile mestiere del boia) si interrompe nel fatidico momento in cui Amos riesce a fuggire, eludendo perciò le seguenti fasi dell’ammaestramento. Chissà cosa avevano in serbo per lei i terroristi di Boko Haram, i quali, tuttavia, le avevano promesso abbondanza di cibo e acqua una volta superate le prime fasi del suddetto iter guerrigliero.

L’interesse di Boko Haram si focalizza perciò sull’adescamento delle donne: perché? Le donne sono ritenute utili perché passano inosservate, fanno meno paura degli uomini e possono nascondere meglio il materiale esplosivo sotto le vesti. Inoltre molti hanno timore a perquisirle. Il risultato è che circa metà dei kamikaze in Nigeria sono donne, e Boko Haram è il gruppo armato che ha usato il maggior numero di attentatrici suicide nella storia. Non è finita qui: non mancano neppure le orgogliose ”mogli di Boko Haram e dell’IS” che, con una leggiadria spaventosa, postano foto su Twitter della loro vita quotidiana e domestica, dipingendo il terreno dei movimenti terroristici come la terra dell’Utopia per eccellenza, dove tutto è possibile e tutto è concesso – onere riservato, inutile dirlo, ai seguaci di Boko Haram e dell’IS. Sono insomma le ghost writers della propaganda pro IS, le luci nell’ombra che permettono ai due movimenti di arricchirsi con nuove reclute. «E poi ci sono le ginecologhe, (riporto testualmente da eastonlineruolo che può essere svolto solo dalle donne in uno “Stato” dove mostrare la propria nudità a un uomo causa la condanna a morte. Anche loro, le dottoresse, possono essere strumento di tortura in nome del jihad. Alcune ricostruiscono la verginità delle schiave del sesso per renderle “rivendibili” ad altri combattenti. In questo modo, una ragazza di 21 anni rapita nel Califfato è stata rivenduta ben 22 volte».

Nigerian-Cartoon-13 boko haramHo utilizzato consapevolmente un tono largamente sbeffeggiante e ironico nell’articolo, e forse non avrei dovuto, non so; forse è uno sgradevole e maldestro tentativo di rendere meno angosciosa la lettura, o forse è un inconscio riflesso -malcelato- di sdrammatizzare una situazione tragica e tragicamente vicina – vicina, non lontana! Da cosmopolita e internazionalista convinta non posso fare a meno di sottolineare e incentivare l’avvicinamento a queste tematiche. Dovrebbe inoltre farci riflettere il curioso quanto degradante caso di sfruttamento delle donne in un movimento, coagulante di patriarchismo, sessismo e misoginia, tutto desunto dalla opprimente matrice religiosa (la stessa, monoteistica, del cristianesimo e dell’ebraismo, altro spunto da cui si potrebbero trarre interessanti discussioni), sulla quale riporto a chiosa la meravigliosa citazione di Gore Vidal: «Il grande male innominabile alla radice della nostra civiltà è il monoteismo. Da un testo barbarico dell’età del bronzo chiamato Antico Testamento si sono evolute le tre religioni antiumane: ebraismo, cristianesimo e islamismo. Sono religioni di dèi celesti, e sono fortemente patriarcali: Dio è il Padre Onnipotente. Da qui il disprezzo bimillenario per le donne nei paesi che sono afflitti dal dio celeste e dai suoi rappresentanti maschi sulla terra».

Maria Vittoria Giardinelli per MIfacciodiCultura

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