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Quando eco is cool!


Ecosostenibile, Ecologico, Ecofriendly: parole entrate nella nostra vita quotidiana, che assiduamente tartassano le nostre orecchie. C’è chi pensa che sia solo una moda, quando in realtà sta diventando, oltre che uno stile di vita, anche uno stile….di produzione! Il problema dei rifiuti ed in generale degli scarti sta assumendo sempre più importanza, dal momento che, oltre ad inquinare l’ambiente che ci circonda e portare alla morte di molte specie a causa di intossicazione, non si ha materialmente lo spazio per stoccarne grandi quantità e nemmeno lo si può incenerire, visto che si andrebbe incontro allo sprigionamento di sostanze altamente tossiche e cancerogene (nonché un allargamento del buco dell’ozono). Quindi perché non dare una seconda vita a questi scarti?

Arredi in cartone
Arredi in cartone

La prima grande idea di ecofriendly (anche se non ci abbiamo mai pensato), è il vintage: elementi di arredo che assumono valore col passare del tempo e vestiti che, soprattutto negli ultimi tempi, vengono rivisti e trasformati in abiti accattivanti (i negozi di Brixton Village sono pieni di stilisti new vintage e a Budapest, nel quartiere ebraico, se ne trovano diversi che abbinano tocchi di East Europe).

L’uso dei pallet agricoli per creare ambienti creativi e fuori dal comune è oramai noto, nonché l’uso di ritagli di cartone per creare oggetti di arredo o dei sacchi neri per pannelli insonorizzanti, tecnologie termo-insonorizzanti che sfruttano scarti del legno, della lana, del cotone, della canapa e materiali sintetico. Alisea, una azienda in provincia di Vicenza, si concentra proprio in questo: riutilizza scarti o falle di produzione per dare vita ad oggetti con una nuova funzione, da quaderni, a portapenne, borse o altro, e la cosa più invitante è che i designer di alcuni oggetti sono studenti che si stanno cimentando in questo percorso universitario, quindi una doppia sperimentazione tra materiali e talenti!

La Favini, in collaborazione con diverse realtà aziendali, produce la Carta Crush, che assume nomi differenti a seconda della provenienza, che possono essere gli scarti del kiwi, delle alghe fino a quelle delle lenticchie e delle ciliegie. Dal punto di vista dei tessuti, la cosa è più interessante ma non del tutto nuova: la seta trova il suo primo impiego moltissimi anni addietro, come anche lo “jusi”, ottenuto dalle banane, utilizzato ancora oggi in Giappone per il confezionamento dei kimono. Lo scorso anno a Milano si è tenuta Textifood, in occasione dell’Expo a Milano, che offriva la possibilità di conoscere le nuove ecotendenze in fatto di tessile: materie prime come le alghe, le ortiche, le arance affiancate ad altre inusuali ma intelligenti come il latte (scaduto) e fibre ottenute dalla fermentazioni chimiche di lieviti.

Textifood
Textifood, le nuove ecotendenze in fatto di tessile

La crisi petrolifera attuale sta offrendo la possibilità di innovazione anche dal punto di vista dei carburanti, che pare trovare interessante riscontro nei biocarburanti, come il bioetanolo, ottenuto da scarti di uva, oppure l’utilizzo di interiora (proveniente dalla lavorazioni delle carni) e i fanghi per creare calore ed elettricità (Inalca di Ospedaletto Lodigiano).

Piccolo passo ma con grandi risvolti è MATREC, il primo laboratorio internazionale per l’innovazione sostenibile di materiali e prodotti, che ha come mission principale promuovere la ricerca circa materiali ottenuti da scarti nonché l’implementazione di linee produttive innovative ed ecosostenibili, meglio definite come “trend di sostenibilità”. MATREC e l’Università di Architettura e Design del Cile hanno dato vita al progetto Made in Food Waste: 50 prodotti provenienti da 18 paesi, che dimostrano come uno scarto possa diventare una risorsa.

È bene notare che questi prodotti, oltre che essere buoni per l’ambiente, possono anche diventare una fonte di investimento e di partenza di start up, joint e venture tra aziende, università e semplici idee nate dalla vita di tutti i giorni.

Fare quindi un riciclo intelligente può essere considerato l’inizio di questa lunga e continua innovazione basata sul riuso di materiali e la loro trasformazione, trovando un positivo riscontro in molte filosofie di vita e un risvolto ancora migliore:la salvaguardia del nostro pianeta!

Carlotta Soncini per MIfacciodiCultura

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