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Zampa a Zampa, un’app per adottare amici fedeli


«Se ci fosse un’app per ogni cosa…». Stavolta non parliamo di un’app per il fitness o i viaggi, bensì per adottare e ritrovare animali da compagnia.

image3-2-2Arriva dalla Lombardia questa rivoluzionaria idea, si chiama “Zampa a Zampa” e permette di consultare direttamente dal proprio smartphone l’Anagrafe Animali d’Affezione lombarda e trovare così tutti gli animali domestici adottabili gratuitamente in regione. L’app é scaricabile su Google Play o Apple Store. Oltre a dare visibilità e una speranza ai poveri trovatelli che attendono con ansia una famiglia, è possibile anche, in caso di smarrimento, cercare il proprio animale tra quelli smarriti e accalappiati, “sfogliare” l’elenco di tutte le strutture di ricovero degli animali e dei veterinari accreditati all’Anagrafe Animali d’Affezione lombarda. Le ricerche possono essere filtrate attraverso l’impiego di diversi parametri (come razza, taglia, sesso e/o età, tatuaggio o numero di microchip etc.) e c’è anche una sezione dedicata ai dubbi e alle curiosità.

L’anagrafe si fonda su una metodica di identificazione degli animali certa, il microchip, che viene applicato dal medico veterinario per via sottocutanea. L’ iscrizione prevede la registrazione informatica dei dati anagrafici del proprietario e dell’animale in modo da garantire una veloce restituzione degli animali smarriti. I dati presenti in anagrafe e permettono di conoscere la consistenza e la distribuzione della popolazione regionale degli animali d’affezione, in modo da predisporre interventi appropriati di prevenzione dell’abbandono, tutela sanitaria e protezione degli animali, per monitorarne i risultati.

Il microchip è fondamentale per ritrovare il proprio animale in caso abbia seguito l’istinto di “esploratore del mondo”, ma anche per denunciare un eventuale abbandono o lo stato di degrado dell’animale, delle sue cattive condizioni di salute e/o dell’ambiente in cui vive.

Perché c’è bisogno di un’app anche per adottare gli animali?

image2-2-2L’emergenza scatenata dagli abbandoni non sembra dare tregua: se da un lato vengono promosse le vacanze con fido, con spiagge attrezzate e spazi riservati anche negli hotel (il miglioramento é solo all’inizio), dall’altro molti animali conoscono la triste sorte di vivere in una gabbia. Cucciolate buttate in buste di plastica o in cartoni ai margini della strada come rifiuti, cani ritenuti “non perfetti” (pensiamo a quelli da caccia che vengono scartati perchè non più utili), animali anziani difficili da curare perchè richiedono un dispendio di tempo e denaro, o ancora cani regalati a Natale a bambini che a giugno non provano piû interesse per loro.

La situazione é sostenibile al nord, vi sono strutture adeguate e il numero degli abbandoni fortunatamente è gestibile; è andando verso sud che si assiste spesso a crudeltà con una frequenza maggiore rispetto alle altre zone d’Italia.

image4-2-2I comuni sembrano non interessarsi dell’emergenza e lasciano i canili nel degrado più totale, un peso di cui si fanno carico i volontari che con piccole donazioni e tanti sacrifici cercano di occuparsi degli orfanelli per poi sperare in una casa accogliente per loro, una volta rimessi in sesto.

Ovviamente non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma purtroppo la tendenza riscontrata è questa: i cani infatti vengono affidati preferibilmente in regioni di centro e nord Italia; speriamo che l’app si sparga lungo tutto lo stivale e, insieme ad essa, il buon senso.

Adottare è sicuramente un gesto che ci ripagherà a suon di baci, coccole e tanta gioia, ma anche chi sceglie di acquistare da allevamenti non è da demonizzare: le tappe fondamentali che permetterebbero di spezzare la catena degli animali reclusi sono la sterilizzazione, il tatuaggio o microchip per l’identificazione e, ovviamente, il non abbandono dei nostri fedeli amici.

Mariachiara Manzone per MIfacciodiCultura

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