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Fertility Day o la saga delle cazzate: dal sessismo al razzismo


Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Il ministero sbaglia ancora. Dopo la grottesca campagna d’annuncio, il Fertility Day torna a far parlare di sé, sempre in negativo.

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Dopo il flop della prima campagna istituzionale, il ministro Beatrice Lorenzin aveva dichiarato di voler procedere con una nuova strategia di comunicazione che si concentrasse su prevenzione e stili di vita sani. Ecco il risultato: un opuscolo nel quale sono contrapposte buone e cattive abitudini. Le buone sono rappresentate da due coppie bionde, etero, sorridenti, che sembrano simboleggiare la purezza della razza ariana. Le cattive sono invece rappresentate da personaggi altrettanto giovani che si intrattengono con sigarette e droghe (o presunte tali). Un vero peccato che solo in questa immagine ci siano ragazzi neri e con pettinature afro. Poteva non scoppiare una nuova bufera mediatica? Dal sessismo del “donna corri a sfornare figli prima che le tue ovaie di fossilizzino” al razzismo di un bianco buono accostato a un nero cattivo.

Una campagna abominevole che indica un problema più serio di quello legato ad una agenzia di comunicazione che non sa fare il suo lavoro (anche solo guardando la pessima resa grafica dell’opuscolo, con immagini prese rispettivamente dalla pubblicità di uno studio dentistico e di una campagna contro l’uso di eroina). Tralasciando le critiche che si possono muovere generalmente alla scelta di portare avanti l’idea di un Fertility Day, un prodotto di comunicazione così delicato non può essere confezionato in maniera così approssimativa, non si può credere che guardando un’immagine del genere non salti subito all’occhio la contrapposizione a sfondo razzista. Il fatto che un ministro della Repubblica lasci passare un messaggio del genere è a dir poco imbarazzante: a nulla servono dichiarazioni come “Il razzismo è negli occhi di chi guarda“, a nulla serve attivare un procedimento disciplinare e quello “per la revoca dell’incarico dirigenziale nei confronti del responsabile della direzione generale della comunicazione istituzionale che ha curato la redazione e la diffusione del materiale informativo“. Provvedimenti che sanno di falsità e ancor più di incompetenza.

E intanto è arrivato imageil 22 settembre e questo Fertility Day che pare un rigurgito del ventennio, no, sembra proprio non s’abbia da fare.

Silvia Cotta Ramusino per MIfacciodiCultura

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