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RJ Mitte: la disabilità in scena


mitteNon se ne parla molto, di paralisi cerebraleIn generale, non penso che siano in molti quelli che sanno distinguere tra le varie malattie e le difficoltà che colpiscono a livello muscolare e motorio. Eppure, in questi ultimi anni, un personaggio è riuscito a puntare i riflettori sulla disabilità e sul timore e la diffidenza che spesso circondano questa parola: RJ Mitte, l’attore ventiquattrenne che ha interpretato Walter White Jr nella serie Breaking Bad.

Un’ottima interpretazione? Non solo. L’attore, che ha interpretato un ragazzo affetto da paralisi cerebrale, è a sua volta affetto da questa malattia, sebbene in forma più lieve rispetto al personaggio della serieNella vita privata Mitte non cammina con le stampelle e parla in maniera più spedita rispetto a Walter, ma sa esattamente cosa significa non riuscire a controllare il proprio corpo.

Nato con un parto cesareo senza essere in grado di respirare, viene subito messo in adozione dai suoi genitori biologici, e, qualche giorno dopo la nascita, viene adottato da Dyna e Roy Mitte, che scoprirono, però, solo qualche anno dopo che la difficoltà nel parto aveva lasciato danni permanenti al cervello di RJDurante l’infanzia ha dovuto indossare diversi tutori, per cercare di correggere i tendini e i legamenti delle gambe, ma furono lo sport e la sua determinazione a cambiare davvero la sua condizione fisica: l’attore si è impegnato così tanto nell’esercizio fisico da rafforzare a tal punto i suoi muscoli fino a essere in grado di muoversi facilmente e senza bisogno di supporto.

E non ha dovuto rafforzarsi solo a livello fisico: nel 2003, quando aveva solo undici anni, sua madre, da tempo divorziata e sola con i figli, fu coinvolta in un gravissimo incidente, che la lasciò per molto tempo senza possibilità di muoversi. Fu RJ a farsi carico della madre e della sorella a livello finanziario: fece tantissimi lavori, per portare a casa qualcosa e pagare le bollette, e solo dopo diverse comparse in qualche serie cominciò a pensare alla carriera di attore come possibile fonte di guadagno.

Avevo paura, ma, sai, devi giocare al meglio le carte che hai, e se sei responsabile anche per altre persone, la ribellione non è un lusso che ti puoi permettere, nemmeno quando sei adolescente.

A tredici anni approda a Breaking Bad, per il ruolo che gli cambierà la vita. Il suo lavoro non gli offre solo soddisfazioni e tranquillità economica, ma anche la possibilità di fare qualcosa di concreto per il mondo dei disabili e del loro lavoro. Inoltre, qualche mese fa ha partecipato come presentatore delle Paralimpiadi di Rio su Channel 4:

Ho una grande ammirazione per questi atleti sovrumani che non hanno accettato di essere limitati da ciò che la natura ha dato loro, ed è impressionante vedere fino a che punto può spingersi il corpo umano.

E anche RJ si spinge ogni giorno più in là, nonostante conosca bene i suoi limiti.

Non verrò mai preso per una parte principale: gli agenti vogliono che il ruolo maschile principale suoni netto e preciso, e il mio modo di parlare non lo è. Ma questo non mi ferma.

paralis-cerebraleE non si ferma la sua volontà di cambiare la percezione che abbiamo della disabilità. Attualmente il 95% dei personaggi con disabilità nelle serie tv più popolari sono interpretati da attori privi di disabilità: una discriminazione che riflette tutta la paura che si ha nei confronti del diverso.

Non lo faccio perché voglio essere rappresentato, ma perché voglio vedere dei personaggi realistici. Dobbiamo ricordare alle persone quanto la disabilità sia umana e normale.

Non è, quindi, solo la paralisi cerebrale a essere sconosciuta, ma la disabilità in qualsiasi forma a non voler essere vista. La paralisi cerebrale è definita come un disturbo persistente della postura e del movimento, ma non deve essere il destino delle persone che ne sono colpitePrima o poi la loro vita sarà, a livello fisico, resa difficile dalla malattia: «Un giorno sarò un anziano di cattivo umore, che si lamenterà sempre, perché avrò forti dolori. Ho già l’artrite. Il mio corpo sta già cadendo a pezzi».

Anche se sta già cadendo a pezzi, ha dato l’esempio: non passiamo la vita alla ricerca solo della nostra normalità.

Jessica Freddi per MIfacciodiCultura

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