Latest Posts, REALize!

Eataly: un successo che non fa esultare


1C’è una domanda che alberga nella testa di molti giornalisti finanziari e broker di Piazza degli Affari: quando verrà quotata Eataly in borsa? Una domanda all’apparenza facile ma alla quale ancora nessuno può dare una risposta chiara e certa. Ad alimentare il dubbio è in primis il suo fondatore, Oscar Farinetti. Il padre di Eataly, infatti, ha dichiarato da diverso tempo che la quotazione è prossima, ma una data certa ancora non c’è. Il punto è che Eataly è ormai un colosso della gastronomia italiana, della gastronomia d’élite! I suoi ristoranti sono presenti su quasi tutto il territorio nazionale e i prodotti venduti e preparati sono di qualità altissima… Altissima anche nei prezzi.

Il brand Eataly si sta affermando con una certa costanza anche nel mondo, tanto che ad agosto è stato aperto un secondo negozio a New York, mentre Boston avrà a disposizione ben 4.200 mq dedicati per lo più al pesce. Nel centro commerciale Illum di Copenhagen è stato aperto un negozio il 17 novembre. Seguono quelli già esistenti di San Paolo, Monaco di Baviera e Dubai. Prossimi saranno, invece, quelli di Las Vegas, Los Angeles e Toronto.

Secondo alcuni esperti di finanza il continuo rinvio della quotazione di Eataly è dovuta anche al fatto che si tratta di un’azienda molto giovane, che ricorda in tutti gli aspetti quelle della Silicon Valley, dove prima viene valutata l’idea e poi la forma dell’idea. Questa teoria è alla base di tutti i colossi nati da quelle parti. Infatti l’idea di Eataly è sicuramente innovativa e geniale: sono stati i primi e fino ad ora anche gli unici (a parte qualche mal fatta imitazione) a capire che il consumatore è cambiato e insieme ad esso anche le sue aspettative. Oggi non si è alla ricerca di un prodotto in grado di riempire soltanto il frigorifero, ma si cerca qualcosa che possa garantire qualità, che simboleggi un prodotto unico, di ottima produzione e in un certo senso invidiabile.

2Tutti siamo stati almeno una volta in un negozio Eataly. Tra gli scaffali si trovano prodotti di nicchia, prodotti di piccole aziende che cercano di fare una competizione ai grandi marchi preferendo alla quantità la qualità. Eataly di questo ha fatto un vero e proprio stile aziendale. Poi, un altro punto a favore di questa azienda sono le location. Farinetti è stato molto furbo a sfruttare grandi luoghi (spesso abbandonati) e renderli fulcro centrale del commercio di una città, come lo è il negozio alla stazione Ostiense di Roma.

Eataly è una realtà solida, ma come tutte le grandi idee deve continuare ad evolversi per evitare di chiudere definitivamente battenti o magari restare sempre un brand di lusso ma di nicchia. Il continuo rinvio della quotazione inevitabilmente la rendono vincolata a certi aspetti del mercato che non ne permettono in primis l’affermazione in maniera massiccia su tutto il globo. Una possibile quotazione aprirebbe le porte a molti investitori che porterebbero aumenti di capitale importanti e fondamentali per la crescita di un brand leader del settore.

Eataly potrebbe essere in un certo modo uno dei motivi per cui andare fiero di essere italiano: una sana idea imprenditoriale, giovane e innovativa. Per certi aspetti, però, è ancora vincolata ad una fetta di consumatori ristretta e una delle cause riguarda forse proprio i prezzi altissimi che rendono i suoi negozi mete turistiche che, comunque, non soddisfano tutti i ceti. Che il segreto di un ulteriore possibile successo sia proprio quello di adeguarsi ai grandi brand commerciali e leader?

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

18 + venti =