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La magia combatte la guerra: JK Rowling invia i suoi libri in Siria


bana-2-905-675x905La magia di Harry Potter riesce ad arrivare ovunque e ha il potere di far sognare le persone anche in luoghi in cui sembra essere svanita ogni traccia di speranza. Infatti, una bambina siriana di sette anni, Bana Alabed, grazie a un tweet, è riuscita a realizzare il suo sogno di poter leggere i libri della saga del famoso maghetto, passione nata dopo aver visto uno dei film. Tutto ciò è stato possibile grazie all’aiuto della madre Fatemeh, con cui la bimba condivide il profilo Twitter, utilizzato per raccontare in quei 140 caratteri le atrocità quotidiane che stanno succedendo ad Aleppo, città in cui vivono, con una semplicità e una vividezza disarmanti. In un tweet la bambina racconta addirittura di aver perso un amico in un bombardamento.

Da un anno Bana non può più recarsi a scuola e come i suoi coetanei vorrebbe giocare con i suoi amici, ma la guerra le ha tolto questa libertà. Inoltre, non sempre riesce ad usare la rete internet dato che il segnale non è mai stabile e la poca energia elettrica a disposizione rende comunque difficile riuscire a connettersi con il mondo digitale. Bana vive insieme alla madre e ai due fratelli, Mohamed di cinque anni e Noor di tre anni, nella zona orientale di Aleppo, dove ogni giorno cadono gli ordigni sganciati da aerei ed elicotteri. «Amici miei, questa non è una nuvola, queste sono le nostre case», è quanto si legge in uno dei suoi tweet accompagnato da una foto di un edificio circondato da una nuvola di polvere e detriti.

La madre, quindi, ha deciso di usare il social network per esaudire il desiderio della figlia di leggere la nota saga e si è rivolta direttamente a J. K. Rowling, chiedendole se ci fosse la possibilità di ricevere uno dei suoi romanzi, non avendo i soldi necessari per acquistarli. Grazie anche alla condivisione dell’appello di molti utenti sulla rete, la bambina aveva, infatti, oltre 93 mila followers, e nel giro di 48 ore l’intera collana di Harry Potter in formato e-book è stata consegnata a Bana. La bambina ha ringraziato in seguito l’autrice britannica pubblicando un video sul suo profilo.

rowling2118Questo è un piccolo esempio di come i social network possano venire utilizzati per dare sostegno alle persone in difficoltà, per dimostrare che i loro appelli non cadono inascoltati, perché la rete ha la capacità di riportare un messaggio dall’altra parte del mondo e di far interagire tra loro i popoli. In zone di guerra come la città di Aleppo non si ha solo bisogno di aiuti in senso umanitario, come possono essere i beni di prima necessità, i soccorsi medici e militari, ma si vuole continuare a vivere una vita normale, leggere un libro e venire proiettati in un altro mondo. Per non venire completamente stravolti dalla guerra è importante riuscire a evadere con la mente, avere rapporti con altre persone per avere un supporto psicologico, sul piano umano, per sentirsi dire “Non sei solo, noi combattiamo con te”.

Dal 22 settembre a oggi sono stati uccisi almeno 136 bambini e altri 468 sono stati feriti da attacchi aerei, secondo quanto riportato da Medici Senza Frontiere. Invece, sono 1.500 i bambini che hanno bisogno di cure mediche specialistiche, non disponibili attualmente nelle zone assediate della città. Vengono bombardate le scuole e gli ospedali. Si sta cercando di impedire alle nuove generazioni di avere un futuro ma le popolazioni sotto assedio non si arrendono e in particolare i bambini continuano a voler sognare.

Andrea Porro per MIfacciodiCultura

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